Ho visto NAZA
Buongiorno car* lettore o lettrice in questo lunedì che è il giorno dedicato ai post sull'arte, oggi ti racconto per quanto posso, di un film documentario che puoi andare a vedere al cinema in questi giorni.
Se segui da tanto questo blog, saprai che il lunedì è sempre stato il giorno per le mie opere d'arte, ma negli ultimi mesi non sono riuscita a dedicarmi ai miei progetti artistici, che continuano a ronzarmi in testa senza trovare realizzazione, ma torneranno! Devo riorgarnizzarmi con gli spazi e i tempi, e ritorneranno :)
Per oggi invece ti racconto di questo documentario. Il film dura poco più di un'ora, scelta saggia secondo me, perchè essendo una serie di interviste eseguite al buio e sempre con la stessa inquadratura, che è quella della locandina, sarebbe stato difficile restare concentrata su una pellicola più lunga. Le immagini delle interviste sono alternate con scorci di una Tel Aviv notturna, con piccole scene di vita privata che lo spettatore può spiare dalle finestre illuminate.
Di questo docufilm ho apprezzato l'assenza di immagini violente, i racconti degli intervistati bastano già da soli a creare immaginari atroci, c'è solo un piccolo video finale in cui ho assistito ad un padre disperato per la perdita dei figli sotto le macerie, è come se il regista abbia voluto dimostrare la realtà di quei racconti aggiungendo la prova finale.
Dalle interviste si ricostruisce la metodica con la quale gli israeliani stanno attaccando i palestinesi nella striscia di Gaza, il loro punto di vista, i loro addestramenti e la tecnologia che hanno a disposizione per portare a termine i loro attacchi.
E' da vedere, è un documento storico che non possiamo ignorare.
Ciao! Alla prossima...


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